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LOBBY DI DIO - PARTE I

Il libro si chiama “La Lobby di Dio”, è la “prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere” (Chiarelettere, pagg.464, 16,60 euro) ; lo ha scritto Ferruccio Pinotti, che in passato ci ha regalato altri preziosi volumi: “Poteri forti”, sul caso dell’omicidio del banchiere Roberto Calvi; “Opus Dei segreta”, che per la prima volta riporta testimonianze di ex numerari dell’Opus Dei; “Fratelli d’Italia”, un’inchiesta sulla massoneria; “L’unto del signore”, in collaborazione con Udo Gumpel, sulle origini della fortuna di Berlusconi e gli appoggi in Vaticano.
Comunione e Liberazione viene così presentata: “Più potente dell’Opus Dei, più efficiente della massoneria. Questo libro racconta per la prima volta dall’interno come funzionano Comunione e Liberazione e il suo braccio finanziario, la Compagnia delle Opere, una rete di più di 34mila imprese, un fatturato complessivo di almeno 70 miliardi di euro. Potere che sembra inarrestabile, spesso oscuro, e con il quale occorre fare i conti e avere consapevolezza.
Il libro di Pinotti si è avvalso della collaborazione di molte persone tra cui quello di due nostri compagni, Valerio Federico, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e componente del Comitato di Radicali Italiani, e di Luca Perego, autori della rubrica “Giù al Nord”, di “Radio Radicale”. Un contributo di “alto spessore”, lo definisce Pinotti, relativo all’analisi teorica del “sistema CL-CDO” della sussidiarietà formigoniana nonché al tema dei diritti civili negati dal sistema stesso e all’approfondimento di alcuni casi specifici.
E leggendo i saggi che seguono, si comprenderà bene il contributo che Federico e Perego hanno fornito all’importante inchiesta di Pinotti.

 

Prima va affrontato un nodo, analizzato un concetto che è un ≪mantra≫ per Cl e Cdo: si tratta della sussidiarietà. E' la parola chiave di Cl. E' l’anima della Compagnia delle opere e il principio fondante di un network che unisce imprese, banche, parrocchie, consultori, scuole, università, agenzie di servizi, strutture sanitarie e decine di altre realtà – quelli che all’interno di Comunione e liberazione sono chiamati ≪corpi intermedi≫ – che operano sul territorio, dalla Lombardia alla Calabria, con un obiettivo ufficiale: il benessere del cittadino; e un fine nascosto: la confessionalizzazione della società attraverso il controllo del potere.

In occasione dell’Assemblea generale della Cdo tenutasi ad Assago il 22 novembre 2009, davanti alla platea degli imprenditori iscritti alla Compagnia, Giorgio Vittadini ha spiegato che la terza via, la sussidiarietà, realizza ≪la naturale inclinazione dell’uomo alla solidarietà≫ attraverso il riconoscimento reciproco: l’affermazione di un’amicizia ≪operativa≫.

Vittadini nell’occasione forniva gli elementi che permettono di chiudere il cerchio: ≪Lo Stato non intervenga ma valorizzi questa esperienza pluralista, la continua educazione e correzione dell’uomo nei corpi intermedi≫. E proseguiva affermando: ≪Sono le esperienze associative e i movimenti che educano e correggono continuamente l’uomo rispetto ai suoi inevitabili errori. Lo Stato – proseguiva Vittadini – e concepito al servizio di tali realtà≫. E Comunione e liberazione è una macchina generatrice di corpi intermedi. Privato sociale cattolico, parrocchie, consultori confessionali, centri di aiuto alla vita, imprese legate alla Cdo, ospedali guidati da ciellini: ecco i corpi intermedi, le esperienze associative che dovrebbero educare e correggere l’uomo. Quello promosso da Cl è pero un privato tutt’altro che privato: un privato assistito, controllato, favorito e selezionato.

Come funziona? Quando Cl assume il potere, come per esempio in Lombardia, i ≪corpi intermedi≫ spesso si formano o crescono non per libera iniziativa di individui che si mettono insieme con obiettivi comuni, ma a seguito di provvedimenti di spesa e legislativi della Regione. Parte da li la costruzione o ristrutturazione di oratori e di scuole private cielline, di consultori privati accreditati, di aziende pubbliche o a partecipazione pubblica, di strutture sanitarie accreditate e cosi via. Sono queste le ≪formazioni sociali≫ pensate dai leader di Comunione e liberazione. Senza i soldi dei cittadini e le decisioni della politica di marca ciellina, quanto di tutto questo sarebbe nato e cresciuto spontaneamente? L’ex parlamentare e consigliere regionale leghista Alessandro Ce, gia assessore regionale alla sanità lombarda, che abbiamo intervistato nel corso di questa inchiesta, ha dichiarato: ≪Non e parità pubblico-privato, mi spiace, questa e un’altra cosa. Io sono un liberista, un liberale, ma questo e interesse privato in atti pubblici, in programmazione pubblica, in scelte politiche pubbliche≫.

Il sistema di potere ciellino – come avremo modo di documentare– e in grado di distribuire opportunità di affari, di creare e selezionare i potenti e di affidare a uomini fedeli le poltrone che contano. Si tratta di un sistema di privati a controllo pubblico, dove il controllo non e organizzato per garantire una libera concorrenza, ma per verificare che siano gli ≪amici≫ a prevalere e ad assicurare l’impostazione confessionale e affaristica più opportuna. In Lombardia, per esempio, non si privatizza il pubblico, ma si statalizza il privato, centralizzandone il controllo. Il libero mercato e spesso una chimera: siamo in presenza di un modello corporativo.

La politica determina le dinamiche economiche, non vi e una separazione tra mercato e intervento pubblico.

E in realtà come la Lombardia (ma non solo) la politica è a forte impronta ciellina. Una vera concorrenza tra privato e pubblico di fatto non esiste nella regione-modello di Cl, la Lombardia di Formigoni. Una libera concorrenza tra pubblico e privato e tra privato e privato sarebbe auspicabile, ma cosi non avviene. Molte formazioni sociali, sostenute dal pubblico, diventano strumenti ideali di raccolta di consensi, voti e preferenze. Basta pensare alle imprese associate alla Cdo; oppure alle assunzioni negli ospedali e nelle società pubbliche o a partecipazione pubblica. Voti e preferenze vengono anche, direttamente, dagli amici del movimento: nei periodi di campagna elettorale è consuetudine per i ciellini dare indicazioni precise sulla scelta da fare in cabina.

Tutte le occasioni di incontro vengono sfruttate e le “scuole di comunità” di Cl (uno dei momenti rituali nei quali la comunità ciellina si raccoglie) sono veicolo di nomi su cui far convogliare i voti, facendo appello alla ≪sequela≫ e al senso di appartenenza.

In genere il momento ideale è al termine della lettura di un brano tratto da un discorso di don Giussani, comunemente usato come lectio nelle Scuole di comunità. Dopo aver commentato e condiviso testimonianze di amici sul tema e sul senso delle parole del fondatore del movimento, la persona che tiene la Scuola di comunità legge i ≪gesti≫ da attuare nella quotidianità per testimoniare il proprio modo di vivere la fede. Tra questi spesso vi sono chiare indicazioni di come pesare nella gestione della cosa pubblica, in primis consigliando il nome giusto da spingere.

Sempre osservando il metodo di potere ciellino, è possibile notare che nelle regioni in mano a Cl o infiltrate dai suoi uomini i bandi vengono spesso indirizzati a sostenere iniziative di natura confessionale, come i Centri di aiuto alla vita (Cav) o i consultori privati di ispirazione cattolica, dove opera solo personale obiettore di coscienza. Si organizzano bandi per finanziare iniziative di informazione sulla contraccezione?
Ovviamente no. In compenso si danno soldi a medici che divulgano solo i ≪metodi naturali≫. In Lombardia, per esempio, i finanziamenti a organizzazioni di stampo cattolico sono la prassi di quindici anni di politica formigoniana, che ha già rafforzato e in alcuni casi favorito la creazione di realtà oggi solide. A causa del sistema lombardo, alcune realtà di intervento sociale si rafforzano, mentre altre rinunciano o si spengono.


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